1. Chi ha creato la prima pizza? Alla base della cultura alimentare di ogni civiltà, su tutte quelle mediterranee, ci sono focacce composte con farine e acqua con vari condimenti. Per gli egizi era la “pita”: la mangiavano quotidianamente anche come dolce con i datteri e il miele. Furono loro tra i primi a scoprire il segreto della levitazione. Ed è stato in Egitto che 6000 anni fa è nato il primo vero forno: era in argilla a forma di cono e sostituì le pietre roventi utilizzate fino a quel momento per la cottura. Curiosità: gran mangiatori di pita, ma anche grandi bevitori di birra. Gli egizi furono tra i primi a produrla e degustarla: l’abbinamento pizza/birra è nato 4500 anni fa.
  2. Ma all’inizio era così a Torre del Greco, in provincia di Napoli, i saraceni importarono le pizze di farro che mangiavano solitamente. Il farro fu sostituito con il grano, e condito con olio e aglio. Il pomodoro? È arrivato dopo la scoperta dell’America, infatti le prime pizze rosse risalgono al 700, introdotte con una certa difficoltà dato che in molti erano restii a mangiarlo.
  3. Cosa mangiano i pescatori? La marinara è la più antica delle pizze rosse: pomodoro, aglio, origano, olio extravergine. Il suo nome non è dovuto al pesce(che non c’è infatti tra gli ingredienti), ma al fatto che era il piatto che i pescatori mangiavano una volta rientrati al porto.
  4. Qual è stata la prima pizzeria? È l’Antica Pizzeria Port’Alba: nata nel 1738 per rifornire gli ambulanti che andavano in giro per la città, nel 1830 fu la prima a offrire tavoli e sedie per gli avventori. Tra i clienti abituali c’erano Re Ferdinando di Borbone, Francesco Crispi, Benedetto Croce, Gabriele D’Annunzio e molti altri.
  5. Onore alla margherita Il posto in cui fu preparata la prima margherita attualmente si chiama pizzeria Brandi. Ai tempi era “Pietro e basta”: era il 1830 e il pizzaiolo Raffaele Esposito con sua moglie Maria Giovanna Brandi preparò una pizza in onore della regina Margherita che, di passeggio a Napoli, chiese espressamente di poterne mangiare una dopo averne tanto sentito. Il pizzaiolo ne preparò tre varianti: una con i “cicinielli” (i bianchetti), un’altra con olio, formaggio e basilico, e una terza con i tre colori della bandiera con mozzarella, pomodoro e basilico. Fu la preferita dalla regina, da qui il nome.
  6. Che sia napoletana! La verace napoletana non si improvvisa: va cucinata in un forno a legna, mai stesa con il mattarello, mai più spessa di un terzo di centimetro al centro e preparata solo con i migliori ingredienti italiani. In merito l’Associazione Verace Pizza Napoletana ha stilato delle regole che devono essere rispettate da tutti gli aderenti.
  7. La pizza più cara al mondo Si chiama Luigi XIII e ha un prezzo altrettanto “regale”: costa 8300 euro. È una creazione di Renato Viola, pizzaiolo di Agropoli (provincia di Salerno): 20 cm di diametro, servita a domicilio dal pizzaiolo, un sommelier e uno chef con stoviglie da collezione. Impasto lievitato 72 ore, è condita con mozzarella di bufala DOP, sale rosa australiano, pregiatissimo caviale, aragosta, gamberoni e champagne a fiumi.